PENSIERI SPARSI,  Uncategorized

Brindiamo alla vita

In alto i calici…

qualche tempo fa era una esortazione frequente: compleanni, capodanni, matrimoni, feste di ogni genere erano bagnate da brindisi festosi.

Da un po’ questa abitudine aveva lasciato solo l’amaro in bocca e non il buono della bevanda.

Abbiamo attraversato mesi terribili, abbiamo perso persone care, abbiamo assistito a scene tristissime… tutto accompagnato dalla paura, dall’incertezza e da una informazione che ci ha reso confusi. Personalmente, non voglio schierarmi non solo perché non è questo l’intento del mio articolo ma anche perché non ne ho le competenze e non pretenderò mai di averne.

Posso solo concentrarmi su quello che sono state le emozioni in questo lungo periodo. Ho avuto paura, paura di perdere una serenità che avevo conquistato con tanta fatica, paura di perdere il gusto di stare con le persone, di abbracciarle, di stringere loro la mano, paura, soprattutto, per mia figlia e per il suo sorriso che giorno dopo giorno si affievoliva per la mancanza di normalità. E proprio sulla normalità mi sono posta numerosi interrogativi perché la davo per scontato, non le ho mai attribuito il giusto peso e, a volte, ho avuto anche il coraggio di “trattarla male”, di lamentarmi a causa sua.

Mi torna in mente la teoria della relatività e di quanto sia attuale oggi.

Proprio ieri sera, infatti, a una semplice cena insieme ai miei colleghi, l’ho riassaporata, gustata fino all’ultimo minuto.

Ho cominciato a rivedere intorno a me i sorrisi, a sentire i canti di gioia, le battute, gli scherzi… tutto normale. Che meraviglia!

Sono consapevole che l’incubo non sia ancora finito ma, forse, con un semplice brindisi a un collega sposato da poco, quell’aurea di normalità sembra tornare a far vedere la propria luce, sembra riaffacciarsi la speranza e io mi ci aggrappo, voglio farlo con tutte le mie forze.

Vorrei che tutti lavorassero per tornare alla tanto bistrattata normalità, perché i sorrisi saranno anche “banali” ma sono così belli, perché ascoltare le storie delle persone è ciò che ci rende vivi, perché ascoltare dei bambini cantare e scherzare è un suono celestiale.

All’inizio dicevamo: “Andrà tutto bene”… speranza, illusione, disillusione? Non lo so. So solo che non saremo più gli stessi perché ognuno di noi ha lottato contro qualche mostro, chi più, chi meno, chi continua a farlo e chi, invece, ha la profonda voglia di alzare i calici al cielo per brindare all’unica cosa che conta: alla vita, a quella vita fatta di respiri, di attimi, che fuggono, che non tornano e, proprio per questo, non vanno sprecati, a quella vita così preziosa che stiamo cominciando, seppur lentamente, a riprenderci.

E allora…

Bollicine!

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