PENSIERI SPARSI

Ma quanto ci piace parlare di sogni da realizzare…

Sento sempre parlare di tenacia, di motivazione, della necessità di tenere duro per realizzare i propri sogni ma tutto questo bla bla bla è sempre indirizzato alle generazioni più giovani, come se i quarantenni come me non potessero più farlo. Questa cosa, in realtà, un po’ mi indigna.

Ieri sera ho accompagnato mia figlia a un evento organizzato per la presentazione di un libro scritto da una ragazza di diciotto anni che di social, moda, bellezza e presa sul pubblico ne sa, di certo, molto più di me. Ci sono andata con lo spirito di chi vuole capire come si possa diventare un fenomeno mediatico così potente. La ragazza in questione, solo su Instagram, ha 1.2 ml di followers…una enormità!

Ho sentito persone sputare addosso a questa ragazza dicendogliene di ogni ma litigare con il servizio d’ordine affinché le proprie figlie potessero avere la foto con il personaggio famoso da condividere a loro volta. Ho sentito mamme, e qui vi giuro che sono inorridita, pronunciare parole irripetibili nei confronti di quella che sarebbe potuta essere benissimo una loro figlia.

Ora, voglio fare una precisazione: da professionista che lavora con le parole da sempre, prima come traduttrice poi come copywriter, blogger e chi più ne ha più ne metta, sono certa che questa ragazza si sia fatta aiutare nella stesura del romanzo, come, d’altro canto, fanno molti scrittori affermati. La stessa casa editrice ha figure interne che fanno da supporto; con molta probabilità, per lei il supporto sarà stato più “incisivo” ma ho continuato a osservare.

Ho visto mia figlia emozionata… l’ho lasciata fare, senza intervenire, ripromettendomi di riprendere, oggi, il discorso.

Le ho chiesto, infatti, cosa le è rimasto della serata di ieri. La risposta mi ha stupito: ho capito che posso farcela.

Non ricordavo quale fosse il suo sogno; me lo ha ripetuto con una scintilla negli occhi che raramente mi capita di vedere tra gli imprenditori che incontro e frequento per lavoro… e, a volte, raramente mi capita di vedere anche riflessa nello specchio.

E allora ho capito.

Il segreto è la consapevolezza, quella consapevolezza che, negli anni, può fare affidamento su conoscenze, competenze, professionalità ma che nasce sempre da una scintilla, quella scintilla che ho visto negli occhi di mia figlia Carlotta, quella scintilla che sa di dover alimentare con lo studio, con la tenacia, con l’impegno e, ahimè, a volte anche con la delusione ma tutto parte da lì, da quella scintilla che ha permesso a una ragazzina di tredici anni di non dubitare delle sue forze.

Forse, ieri sera, avrò perso un’occasione per riposarmi dopo una giornata di lavoro ma quello che ho ricevuto è stato molto di più: la consapevolezza di farcela anche quando tutto ci sembra andare per il verso contrario a quello sperato.

Carlotta mi dice di essere una sognatrice… oggi so che è molto di più e lo ha insegnato anche a me.

Devo imparare, ogni mattina, ad alimentare la mia scintilla.

La domanda è: “Lo voglio?”

La risposta è sempre sì.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *