ogni piccola cosa interrotta recensione
LE MIE LETTURE

Recensione di “Ogni piccola cosa interrotta” di Silvia Celani

A maggio, per Garzanti, è uscito in libreria Ogni piccola cosa interrotta di Silvia Celani.

È la storia di Vittoria, o meglio la storia della ricostruzione di Vittoria, una ragazza dalla vita apparentemente perfetta che, invece, deve ritrovare se stessa, deve ricucire le mille ferite inferte da un passato difficile. Nonostante la sua vita agiata, fatta di lussi, alta società e amicizie “vuote”, la sua esistenza sembra essersi fermata, sembra cristallizzata in una morsa di dolore da cui non riesce a uscire e che la imprigiona in una terribile apnea. Ha perso l’adorato padre da piccolina, il rapporto con sua madre è pressoché inesistente per non limitarsi a dire conflittuale e non ha altra ragione per potersi sentire amata. Si sente rotta, in frantumi, come il carillon che troverà nascosto in un cassetto in camera di sua madre. Proprio il ritrovamento dei cocci di questo oggetto e la sua volontà di ripararlo daranno inizio al suo processo di ricomposizione.

Nel corso della storia, intervallata dai resoconti delle sedute con la Dottoressa Rosario, la sua psicoterapeuta, grazie a quest’ultima farà la conoscenza della tecnica giapponese del Kintsugi: gli oggetti rotti vengono riparati usando colla e polvere d’oro. Le crepe, in questo modo, non sono nascoste ma si mostrano agli occhi di tutti donando all’oggetto rotto un nuovo aspetto e una nuova vita, conquistata proprio attraverso la messa in bella mostra delle fratture. La riparazione del carillon aiuta Vittoria a capire che mostrare le proprie ferite non significa essere deboli; capisce che proprio dalle nostre ferite, dal nostro passato, giungiamo a essere le persone che siamo.

Non mi ero mai concessa la possibilità di essere imperfetta. Per anni avevo nascosto le mie ferite, con l’unico risultato di vederle infettarsi di dolore, rassegnazione, solitudine.

Sentirmi fragile mi faceva paura. Non ero mai riuscita a immaginare che qualcosa potesse essere “magicamente imperfetto”, come aveva detto la dottoressa. Anche se, ora, con il carillon venato d’oro davanti agli occhi iniziavo a ricredermi.

E forse era proprio questo il segreto. Si poteva scegliere di curare le proprie ferite riempiendole d’oro o rimanere a brancolare nel vuoto che creavamo, rinunciando alla luce.

La scelta stava a me, dunque.

Solo a me.

È un processo inevitabile, una dolorosa, ma necessaria, ricerca interiore che spinge il lettore a interrogarsi sul concetto di imperfezione e sulla volontà di non rinunciare alla luce.

Mi è piaciuta molto l’immagine della volontà di riconquistare la luce; vuole significare la rinascita, un nuovo venire alla luce, una nuova riconquista della propria vita, del proprio tempo.

Vittoria intraprende questo percorso doloroso e si stupirà nel ricordare le parole che suo padre, molti anni prima, aveva avuto premura a indirizzarle:

[…] dovrai promettermi una cosa…

Che non nasconderai mai le tue ferite, piccola mia. Perché ogni ferita guarita, ogni cosa spezzata, interrotta e poi aggiustata è più preziosa dell’oro…

Allora, la scelta è solo nostra. Nel momento in cui la terra inizia a franarci sotto i piedi dobbiamo decidere se franare o spiccare il volo.

Questo romanzo è un inno all’amore, in ogni sua forma, anche quello considerato “impossibile”. La stessa autrice, in un’intervista, ci spiega che la nostra vita non avrebbe senso se non rappresentasse un’occasione per amare e per lasciarci amare.

E quando parlo di amore, parlo di ogni genere di amore.

[…] Per quanto riguarda l’amore “impossibile” che dire?

[…] mi piacerebbe che nessun amore finisse con l’essere tanto stigmatizzato dalla società, da risultare impossibile. Abbiamo un tempo limitato da vivere su questa terra, e sarebbe davvero sprecato se ognuno di noi non avesse la possibilità di condividerlo con chi desidera senza sentirsi giudicato o, peggio ancora, condannato.

La narrazione di Silvia Celani è fluida, elegante e, allo stesso tempo, ricca di significato. Tutti i tasselli della storia sono costruiti con minuzia per farci riflettere come sia possibile, nella società moderna, andare controcorrente e non nascondere più le crepe del nostro cuore ma metterle in mostra e apparire, finalmente, “magicamente imperfetti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *