aria di marzia sicignano
LE MIE LETTURE

Recensione di “Aria” di Marzia Sicignano: una storia di salvezza.

Da poco in libreria per Mondadori, la giovane promessa della narrativa contemporanea, Marzia Sicignano, pubblica il suo secondo lavoro, “Aria”.

Leggiamo di Silvia e Guido, due ragazzi talmente diversi che scopriranno quale miracolo abbia rappresentato per le loro vite l’essersi incontrati. È una storia narrata a due voci. A turno, a modo proprio, ci parlano del loro scoprirsi; a turno, in versi, ricostruiscono il passato doloroso dell’altro. Possono farlo perché si conoscono talmente in profondità, perché il cuore dell’uno è talmente aperto al cuore dell’altra che è come se avessero vissuto questo passato insieme. Sono in apnea fino al momento in cui le loro vite finalmente si intrecciano, quando i loro sguardi si trovano e si riconoscono.

Sono due cuori feriti, con cicatrici profonde e lacerate ma, proprio in questo riconoscersi, capiscono che possono rimarginare questi squarci e salvarsi. In una sorta di inconsapevole catarsi, di purificazione e liberazione, esi scoprono, si riconoscono, si amano e arrivano a salvarsi. Si interrogano se questo sia possibile:

Forse sei la mia condanna,

forse invece

la mia salvezza.

Sei la mia condanna

Perché quando si tratta di te non capisco più niente,

se si tratta di te tossisco emozioni

e non so spiegare come mi sento,

 e ho solo gli occhi lucidi di paura, felicità e purezza,

e ho solo voglia di trovarti ancora addosso fino alla fine

del giorno,

per sentire il cuore calmo,

sai che intendo,

il cuore a posto

tra i tuoi occhi e il mondo,

perciò sei la mia salvezza,

perché se non ci fossi tu

non avrei alcun posto

dentro a questo

maledetto mondo,

se non fosse per te

non saprei l’amore cos’è

e che occhi ha

che poi sono i miei

che guardano i tuoi.

 

La risposta è tutta lì, nel loro sguardo, nella capacità di amarsi senza condizioni, senza limiti. Hanno rischiato di perdere tutto, anche l’ultimo brandello del loro cuore, ma si sono trovati, si sono salvati e hanno ripreso a respirare quell’aria pulita, fresca, rigenerante. La loro apnea è terminata, hanno avuto il coraggio di affrontare l’abbandono, il dolore, la mancanza; hanno avuto il coraggio di non mollare in una lotta che sembrava troppo grande ma lo hanno fatto insieme, impegnandosi e giocandosi tutto e, mano nella mano, hanno riassaporato l’aria, hanno riassaporato quella sicurezza che dice che non deve andare sempre tutto necessariamente per il verso sbagliato, hanno riassaporato quel battito del cuore forte, impavido e rassicurante. Lo hanno fatto insieme perché battaglie di questo tipo non si vincono mai da soli. E allora trovi anche una risposta a interrogativi importanti:

Ce l’hai qualcuno che quando pensa a te, pensa pure per te?

Intendo dire qualcuno che non pensa solo al suo bene,

ma anche al tuo,

come se la tua felicità e la sua

corrispondessero –

che forse è proprio questo volersi bene:

farsi bene a vicenda

laddove “farsi bene”

vuol dire soprattutto

restare insieme.

[]

Tu ce l’hai qualcuno che il bene che ti vuole te lo fa sentire

Addosso, te lo dimostra?

Che ti guarda negli occhi

Come se tu fossi una cosa bella,

troppo bella,

introvabile,

e non una cosa qualunque?

Ce l’hai qualcuno così?

Perché ti assicuro

Che è l’unica cosa che conta,

e poi,

l’unica che ti salva.

 

Rispondere a queste domande con un nome è ciò che ci permette di sanare le nostre ferite, di avere fiducia in un futuro che, poi, tanto futuro non importa che sia perché quel nome è il nostro presente, di tornare a respirare l’aria perché andrà tutto bene.

È una storia d’amore, certo, ma tutte le persone che incontriamo e che ci cuciamo addosso perché non possiamo fare altro iniziano con noi una storia d’amore. Sono i cuori ad amarsi, non necessariamente i corpi; sono gli sguardi che ci permettono di sentirci al sicuro, comodi in un posto protetto riservato solo a noi.

È una storia d’amore che ci travolge perché incontra ostacoli, ma li supera; si imbatte in errori e incomprensioni, ma trova la soluzione.

È una storia d’amore che ci fa capire che tutte le cicatrici possono essere curate; dobbiamo solo lasciarci andare e affrontare con coraggio la barriera della paura.

La penna della Sicignano è scorrevole ma, al momento giusto, sa rallentare, sa prendersi il tempo giusto per ricostruire, per mostrare le ferite passate e capire, e far capire, quanto possano essere dolorose. L’uso della parola è sapiente e calibrata al battito del cuore. Senza dubbio una storia da non perdere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *